Oggetti strani in Cina durante la stagione delle pioggie…

A Shenzhen piove. Piove da giorni. L’estate, la #stagionedellepioggie la stagione calda e umida.

Tutto è iniziato con un semplice #tifone arrivato da Hong Kong in tempo per lo scorso fine settimana. In via del tutto precauzionale tutti i dipendenti sono stati invitati a lasciare il posto di lavoro prima delle quattro di pomeriggio, la stessa procedura è stata attivata per tutte le scuole.

Da noi niente, la notizia dell’arrivo del tifone è passata quasi inosservata. In tempi diversi ho davvero preso sul serio una notizia del genere fino a correre al supermercato, saccheggiarlo e rifugiarmi barricato in casa, senza parlare della protezione alle finestre e trincee improvvisate anti allagamento. Mi rinchiudevo a casa aspettando l’arrivo della catastrofe naturale travestita da tifone battezzata ad arte con nomi generati dai più stravaganti archivi mitologici. Aspettavo per ore appollaiato davanti la finestra e cento sigarette il momento dell’evento ma solo pioggia e vento forte da non riuscire a riconoscere il vero “passaggio” ufficiale del tifone.

Mi chiedevo: adesso è una normale pioggia, poi un normale temporale, poi tuoni e lampi ravvicinati… e.. il tifone? Come faccio a riconoscere il tifone? Non ci sono mai riuscito perché non ho mai assistito a un vero sradicare di alberi, a un autobus con l’acqua fino al collo e via dicendo… insomma non un normale temporale ma qualcosa di più spettacolare come nei film.

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Quindi ignoro l’allarme rientro e continuo a lavorare.

Ritorno a casa in accompagnato da una pioggia torrenziale, in Italia sarebbe tutto allagato. Noto come complesse siano le attrezzature cinesi anti-pioggia, in metro non facevo altro che fissare maniacalmente un paio di scarpe con il tacco rivestite da un sapiente impermeabile! Ero cosi incuriosito da rinunciare al mio posto seduto e andare a posizionarmi accanto alla tipa per verificarne il meccanismo.

copriscarpe impermeabile per scarpe con il tacco
Copriscarpe per scarpe con il tacco

Ecco, sono copri scarpe per scarpe con il tacco, impermeabili! Una genialità cinese per non lasciarsi inibire nemmeno dal tifone più insistente! GENIALI!

Normalmente le altre ragazze utilizzano sistemi più caserecci tipo:

Dettagli prodotto Dettagli prodottoDettagli prodotto

… sono delle scelte orribili dal mio punto di vista, scusate ma non trovo nulla di attraente in una collezione del genere! Piuttosto punterei la mia enfasi sull’ impermeabile per la scarpa con il tacco, non passa di certo inosservato! Se avessi una fidanzata penserei a un regalo originale per il prossimo Natale.

Preferisco di gran lunga gli stivali da pioggia che usano le italiane, sono meno delicati ma hanno tutto un altro effetto se ci aggiungiamo un filo di eleganza genetica (cosa che le cinesi non possono permettersi!)

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Stivali così non se ne vedono da queste parti! Piuttosto si limitano a quelle oscenità!

La gente senza gusto estetico, la gente pratica e quella che proprio non si cura di apparire, quella che come me si sveglia la mattina e non osa pettinare i capelli, esce in pigiama o mutande… quella gente utilizza questo sistema economico e pratico ad alto impatto ambientale alla portata di tutti al sud della “Terra di Mezzo”:

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Buste copri scarpe

Questo sistema che richiede l’utilizzo di un semplice sacchetto di plastica con elastico trova un largo impiego nella vita di tutti i giorni, non solo durante la stagione delle pioggie, ad esempio: ti passa a trovare l’omino del gas? Arriverà sicuramente dotato di copri scarpe blu. Ti si guasta lo scaldino per l’acqua? L’idraulico suonerà alla porta con già indosso le fantastiche buste blu anti-tutto. Anti-sudicio, anti-fango, anti pioggia, anti…

No, non sono antiscivolo, questo ve lo posso assicurare! Una volta ho dovuto indossare questa roba quando cercavo casa per poter entrare e prendere visione dell’intero appartamento. Dovevo stare molto attento a non scivolare, i miei passi erano tutt’altro che disinvolti.

L’alternativa alle buste e la più usata è: la famosa pantofola in plastica. I cinesi non sanno farne a meno, ne vanno pazzi e non si fanno problemi ad abbinarla anche a un completo elegante prima di andare in ufficio. La pantofola di plastica va bene da indossare sotto la scrivania durante l’orario di lavoro oppure molta gente la utilizza anche in palestra durante l’allenamento o per la seduta di spinning! (allucinante!)

Inutile dire che tutto questo è  uno scempio e che sarebbe meglio dichiarare guerra a questo oggetto osceno!

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Queste piuttosto: sono troppo sexy ma… non posso chiamarle anti pioggia!

 

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stivali trasparenti in PVC

 

Se parliamo di pioggia mi sembra dovere citare tutte le altre “cineserie” in sintonia con il tema trattato…

  1. il semplice impermeabile per cani
impermeabile per cane
Impermeabile trasparente per cane
  1. l’ombrello ma fa anche da guinzaglio per i nostri amici a quattro zampe!
ombrello per cane
imbrello-guinzaglio per cane
  1. Il cappello – ombrello per i più impegnati!
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l’ombrello da testa

 e ancora….

  1. L’ombrello anti vento (sembra funzionare!)
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ombrello anti vento
  1. L’ombrello per la bicicletta!

 

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ombrello per bicicletta

 

  1. L’odiosissima moto con l’ombrello che non conosce i controsensi e si fa padrona dei marciapiedi ed aiuole! Nutro un odio profondo per i possessori di questo aggeggio perche’ non hanno il minimo senso civico e sono degli spericolati!

 

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motorino con combrello

Ah, dimenticavo c’e anche la coperta impermeabile per due passeggeri!

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L’ombrello per l’auto? Questa è un’altra storia infatti questo particolare aggeggio serve per riparare l’auto dai raggi solari piuttosto che dalla pioggia! La prima volta che l’ho visto si parlava di una MBW parcheggiata davanti ad un hotel di lusso con questo ombrello a proteggerla dai raggi solari come se fosse una donna cinese imbarazzata dall’idea di abbronzarsi! Se avessi una macchina comprerei immediatamente un aggeggio del genere solo per attirare la curiosità dei passanti in Italia o in qualunque altra parte del mondo. Vuoi mettere… D’estate, al mare … Parcheggiare l’automobile sotto al sole e invece del classico parasole riflettente da cruscotto, sfoggiare un oggetto del genere! Alta tecnologia!

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ombrello per automobile

DIMENTICAVO!

  1. Le scarpe per il nostro amico a quattro zampe! Posto questa foto solo perché è veramente ridicolo il fotomontaggio delle scarpe sul cane in corsa! Opera di creatività cinese 100%. Solo loro!

 

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scarpette per cani

 

Credi di avere elencato solo i più comuni sistemi anti-pioggia presenti qua a Shenzhen e gettonatissimi dalla popolazione cinese. So che può sembrare bizzarro l’utilizzo di alcuni, perdonateli, non è colpa loro!

Sorseggio il mio caffè annacquato come questa giornata estiva, grigia e infreddolita al sud della Cina.

 

Paura di volare?

Parliamo del mio collega, l'”ITguy”, lo smanettone del server: un cinese minuto con un la camicia sempre a quadri, gli occhiali sospesi sulle guancie piuttosto che al naso, un po’ bizzarro dall’aria stranamente simpatica con un “basic level” di inglese anche se ne so più io di cinese se vogliamo essere precisi.

Ogni tanto, quasi sempre poco prima delle 11,30, quando sente la fame e non riuscendo a contare i minuti si alza e viene alla mia scrivania inventando la scusa di andare a fumare una sigaretta, cerca di mettere in pratica il suo inglese sorridendo imbarazzato, me lo immagino a studiare con un’app durante il tragitto di ritorno a casa tutti i giorni e parlare da solo ripetere venti volte la stessa frase nel silenzio delle sue cuffie.

Oggi una scusa in più per chiamarmi in disparte: raccontarmi del suo business trip a Shanghai. Introduce il racconto agitando tutto il corpo confidando la sua paura di volare. Poco sorpreso gli confesso che anche io non sono proprio sempre felice di volare, che se posso evito ma se devo… mi affido alla religione ed incomincio a recitare le preghiere accantonate da mesi utili solo in caso di viaggio in aereo, che Dio mi perdoni se riesco a trovare la mia fede solo in quel momento. Sarà poi colpa del mio approccio scientifico alla vita o del poco tempo a disposizione per il #misticismo o sarà che la Cina mi ha reso un po’ troppo cinico. Ritento nella prossima, saro piu fortunato

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L’ ITguy, mi guarda si sollettica il corpo, mi si avvicina all’orecchio confessando il suo primo volo in aereo e … la sua paura! La cosa che l’ha particolarmente scosso è stata l’insensibilità del boss a lasciarlo sedere lontano da se. L’immagine del boss che lo tiene per mano a consolare la sua paura 34enne mi fa scoppiare una risata isterica.

Lui non curandosi della mia reazione, continua insistendo che tutto solo ha creduto di morire davvero mentre l’aereo surfava tra le nuvole agitate e che è rimasto da solo anche durante il viaggio di ritorno, proprio inaccettabile!

Lo ascolto ed intanto penso: posso capire un italiano, magari abituato a vivere in città italiane senza aeroporto, con nessuna esigenza particolare per volare a 34 anni ancora di fronte al suo primo emozionante volo ma… un cinese… un cinese è quasi incredibile poichè la cina, vista la grandezza, considera da sempre l’aereo come mezzo di spostamento #comune.

Non riesco a trattenere la mia ironia gli racconto che tra la Cina e l’Italia ci sono piu’ di 12 ore di volo, che gli aerei sono cosi grossi da fare spavento alla gente a terra, che esiste un aereo a 2 piani che credevo impossibile decollasse e… per decollare fa un rumore assurdo.

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Aggiungevo che avevo sentito parlare dell’esistenza di aerei a 4 piani minimizzando all’inverosimile la sua paura di volare con un aereo giocattolo che sa percorrere solo 2 ore e mezza di volo… Lui mi guarda sorpreso ed allo stesso tempo spaventato dall’immagine di un aereo a 4 piani! Sgrana gli occhi, quasi si mette a piangere. Avra gli incubi tra qualche ora quando scendera la notte e sara solo nel suo piccolo lettino cinese. Arrivera il mostro volante a 4 piani…

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Confesso… anche io, prima di partire per un lungo viaggio, faccio sempre assalire la mia mente da pensieri strani tipo:

  •  siamo sicuri che una cosa cosi grossa riesca veramente a volare?

oppure…

  • siamo sicuri che abbiano caricato il carburante necessario per tutto il viaggio?

o ancora

  • come fara a superare le basse temperature?
  • come fanno ad essere certi che tutto si comportera come da protocollo?

e via dicendo… tante frasi e preoccupazioni di questo calibro!

Una volta in volo non smetto di essere agitato e penso sempre al peggio. Ho letto una serie di libri per cercare di vincere questa paura stupida ma questa tecnica non ha funzionato anzi, ha aggiunto domande scientifiche! In particolare c’e un libro molto interessante che spiega tutti i rumori, anche i piu infinetisimali, dal momento del decollo all’atterraggio e spiega secondo quali leggi fisiche l’aereo riesce a stare in cielo e volare… ma anche se ho riletto il libro 3 volte e conosco a memoria le seguenza ed il significato dei rumori… nulla e’ cambiato.

Dettagli prodotto

LINK: Chiedilo al pilota. Tutto quello che avete sempre voluto sapere sui voli aerei, Patrick Smith

Certo non fa divertire nessun prendersi gioco di un povero collega cinese in preda alla paura di volare… Dovrei imparare ad essere piu buono con loro, in fondo sono brave persone e potrei iniziare a voler bene.

Peccato che spesso mi dimentico non essere in un video game e continuo a sterminarli nella mia mente.

Buongiorno Architettura

Sono un Architetto ma non parlo mai di Architettura, la gente che legge mi scrive così.

Inizia questo venerdì mattina flaccido ed assonnato di me seduto davanti al monitor a far finta di disegnare mentre i miei colleghi non si sono ancora presentati. Per un attimo avete sospettato fossi il classico Italiano superstar che snobba il lavoro e schiavizza il team di poveri ed indifesi cinesi, vero?

Dovrebbero presentarsi con me alle 9,00, invece sono già le 9,40 e sono ancora solo in penombra perché non so accendere tutto il set delle luci, mi devo accontentare di quelle di emergenza e rimango concentrato su me stesso come in fase meditativa, scrivo.

La porta fa uno scatto, si apre, appare una creatura dall’aria stanca e dal passo strisciante con addosso il mantello dell’invisibilità per passare a sedersi al banco sperando di riuscire a farla franca. Silenziosa ed accurata scarta il fagotto che ha comprato da un qualunque baracchino qua sotto lungo la traiettoria che separa casa sua dall’ufficio. Una box in puro polistirolo fasciato da bustina trasparente né biodegradabile, né riciclabile che si utilizzavano da noi nemmeno negli anni ’80 prima della nascita dei temi trend concernenti il buco dell’ozono, l’inquinamento dei mari e dei laghi a tanta altra roba.

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colazione cinese

Il silenzio viene interrotto dal risucchio continuo e disinvolto come se l’insonorizzazione fosse parte integrata del mantello. Mi stupisco di come una cosi minuta creatura invisibile possa riuscire a produrre un inquinamento acustico del genere.

Passano 30 minuti, si gira, si volta, prepara il te’, controlla wechat, va in bagno e finalmente accende il PC alle ore 10,20. Ragazzi nemmeno i dipendenti comunali nei peggiori uffici nei comuni delle città fantasma! Non voglio fare nomi pero’ dai… mi vergogno per lei. Certo degli altri nemmeno l’ombra: probabilmente hanno lavorato fino a tardi ieri sera assieme al Grande Puffo, soprannome che ho personalmente scelto per il Senior Designer Cinese, sempre addormentato ed accuratamente nascosto dietro al suo monitor in fondo alla stanza.

Cosa devo raccontarvi quando la giornata inizia così: motivazione ZERO? Vi posso raccontare la barzelletta degli architetti realizzati e felici in Cina? persino le ARCHIstar sono elementi demotivati una volta approdati in Cina, a chi volete credere alle leggende o alla vita quotidiana di uno di loro? Scelta libera.

Lei accende il PC, io apro il file del progetto. Stampo, revisione in sala meeting.

Un plico di fogli A3 giace indifeso al centro del tavolo accanto alla tazza piena di #latte del boss che intanto parla al telefono. Io leggo le news, l’altra compra un reggiseno su taobao.

Venti minuti di attesa e grande inizio.

Presento il concept, mostro le immagini di riferimento (altrimenti non capiscono), il 3D e tutti i render in progress. Il boss elabora annoiato una decina di commenti: questo no, questo si, questo troppo western, questo i cinesi non lo capiscono bla bla… riduce 20 pagine di presentazione a 3 immagini utili, si 3! Dei miei disegni, invece, supertite solo il blocco ascensori. Fine della storia.

Torno al banco come se nulla fosse successo e mi rimetto al lavoro e ricopiare lo schizzo ricalcato dal boss. In altri tempi (2 anni fa!) sarei sceso a fare 5 volte il giro del palazzo e fumare un pacco di sigarette, adesso no! Nulla mi disturba. Sono come la fata turchina delle favole: realizzo i desideri architettonici del mio boss facendoli passare per la mia faccia da straniero che fa piu figo. Come un filtro di ultima generazione che purifica l’acqua rendendola attiva e benefica. La cosa ecclatante è che mi pagano per fare questo, mi pagano si e mi pagano anche tanto!

Luisa-Lenzerini-La-Fata-Turchina

Chiamatemi VENDUTO! Si, venduto! sono venduto ai cinesi, i peggiori del mondo perché  da mentecatti che sono non henno idea del reale valore del prodotto in termini intellettuali ma sanno misurare il valore da quanto “guadagno” esso apporta alle loro tasche. Io di marketing non capisco nulla eppure non serve la laurea per percepire che l’architetto in Cina è come una figura professionale (pepassatemi il termine) in ostaggio: la usano per la sua faccia più che per le abilità! 

Adesso le storie d’ufficio ce le raccontiamo tra di noi #architetti in Cina il week end oppure durante la pausa pranzo, non pensate all’originalità della mia sfiga: non sono un caso unico. Anzi!

Ho letto sul giornale di Architetti che ritrovano la realizzazione professionale nel “Paese di Mezzo”, che in questa terra aliena sono riusciti a trovare spazio e potere espressivo, hanno realizzato cose bellissime e tutti vissero felici e contenti. Ma quando?

Impossibile! Sono tutte frottole! Fidatevi!

Quaggiù, in mezzo ai cinesi, si fa fatica ad arrivare coi nervi saldi fino a sera, si aspetta con impazienza il venerdì pomeriggio e si gioca a fare gli architetti. Non parlo di architettura perchè nemmeno leggo piu’ di architettura perchè a me, sinceramente, dell’architettura non mi fido piu: è un’illusione creata dai ricchi per differenziarsi dagli altri ricchi; gli stessi ricchi che adesso fanno storie a riconoscere la parcella all’architetto di turno.

Per quattro disegnini ti fai pagare cosi tanto? Non ti vergogni, Architetto?

finisce così il mio tema sull’architettura e gli architetti italiani in Cina, se avete bisogno di conoscere i dettagli contattatemi pure, per il resto… saluti e baci.

 

 

   101 Things I Learned in Architecture School, Matthew Frederick
   Architecture: the whole story, Denna Jones 
  Design: the whole story, Elizabeth Wilhide
Architecture, Mentalities and Meaning di [Malone, Patrick]  Architecture, Mentalities and Meaning, Patrick Malone

 

DOPOLAVORO: le mie paure in palestra

D’estate i vestiti si comportano come la tua seconda pelle e non si lasciano mai andare.

Nei rari casi di NON overtime ho decido che passero’ le mia serate in palestra piuttosto che all’aria aperta e a fare il randagio tra i bar alla ricerca di discorsi interessanti e donne intelligenti.

Inizio oggi, mio unico giorno di libera uscita dopo weekend piegati davanti al PC e ciotole di riso inzuppate in contorni di verdura fritta e rifritta in strati di olio.

Osservo.

E’ pieno di cinesi, ovvio. Si girano tutti verso di me; mi infilo nella sala spinning per scacciare i loro sguardi come mosche.

Esattamente davanti a me una con il completino da tennis bianco come per testarlo anche per lo spinning; alta, magra con gli occhiali neri. Scoordinata nei movimenti da sembrare un elefante in carriera, evito di passarle su con gli occhi perche’ non riesco a trattenere le smorfie sul volto e potrebbe scoprire che sto pensanso di ridere.

Pedala ed il gonnellino si agita in mille pieghe e sono proprio quelle pieghe svolazzanti che attirano seducenti la coda dell’occhio. Mi impongo di stare fermo a fissare la panca per gli addominali ma niente, la mia implacabile curiosita mi spinge a tornare su quelle pieghe ritmate nell’aria.

Niente di sexy in quella donna, anzi! E’ solo il movimento ritmico ad ipnotizzare il mio sguardo, e’ in questi casi che comprendo i limiti del mio cervello maschile. Come si fa ad essere sedotti dalle pieghe del gonnellino da tennis? Dovro’ cercare un libro che spiega questa teoria oscura. Di solito sono le donne a sedurmi, con lo sguardo, il movimento, la bocca, le parole, i capelli ecc… non un gonnellino bianco!

La stanza si riempie di gente.

Ha ufficialmente inizio la mia prima lezione di spinning in cinese in una stanza colma di cinesi.

Si parte con i movimenti di stretching introduttivi ed ecco che parte un brano da sabato sera al Pepper e LORO tutti dritti, come rispondere ad un richiamo, in piedi su quei pedali a piegarsi con le braccia sul manubrio pedalando veloci  …

Io? Resisto esattamente 5 minuti! Cado stremato sul sellino in preda al panico e al sudore. Mi guardo attorno e cerco di capire quale strano spirito maligno si e’ impadronito di tutti quei cinesi sincronizzati al secondo.

Finisce il brano, intanto LORO riprendono fiato, mi preparo al prossimo pezzo, magari sono stato colto da ansia da prestazione.

Ripartiamo!

Tunz tunz tunz… Un altro pezzo cinese improponibile anche questa volta, tutti dritti sui pedali come spinti da una carica a molla vanno avanti con piegamenti questa volta a ritmo un po’ piu’ sopportabile… anche qui resisto pochi secondi ma perche’ inizio a ridere a crepapelle!!!

Il pezzo e’ di Gigi D’Agostino!! Stento a crederci e mentre tutti sono intenti a sincronizzare i movimenti delle braccia, io mi accascio sul sellino per il troppo ridere, bevo tutta l’acqua della bottiglietta e scivolo via dalla stanza con le lacrime agli occhi.

Umiliato da questo primo tentativo mi guardo intorno cercando conforto in un cinese ciccione sul tapis roulant, niente contro al cinese ciccione, direi piuttosto qualcosa contro al completo selezionato da quest’ultimo per andare in palestra: giallo limone aderente un must!

C**** se sei cinese e sei ciccione non puoi permetterti un completino sportivo di quel tipo, un po di buonsenso… rido anche qua e mi sforzo di guardare altrove: questa palestra sembra una barzelletta! Non si riesce a stare seri nemmeno un attimo!

Cerco un angolo indisturbato per decidere cosa fare di questo mio primo giorno in palestra.

In fondo una stanza tanti teli colorati pendenti dal soffitto e delle forme umane appese. Interessante…

Mi avvicino ad osservare come il lupo la nonna quello strano sport.

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Sono tutte donne snelle e toniche avvolte nel telo a disegnare figure in aria, una volta una farfalla, un’altra un aeroplano, un fiore… resto incantato per la semplicita’ dei movimenti e per l’eleganza e la naturalezza con cui quest’ultimi vengono eseguiti.

L’istruttrice una ragazza minuta ma con la grinta sufficiente ad incoraggiare il gruppo a seguirla in questa danza acrobatica.

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Rimango a guardare a lungo, finalmente vengo sedotto da qualcosa che va al di la’ di un semplice e banalissimo gonnellino ondeggiante.

Adesso abbiamo danzatrici volanti! Che CLASSE!

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Si avvicina uno addetto alla sicurezza… forse sto guardando con troppa insistenza, mi nascondo in un falso sorriso di innocenza, mi spiega che la disciplina si chiama #FlyYoga, dedicato alle donne (da quello che vedo) e serve per aiutare il corpo a recuperare la flessibilita’ e la tonicita’ perdute.

Non so se piace davvero alle donne, ma io lo trovo molto interessante non solo per i disegni armoniosi scolpiti dai corpi a mezz’aria ma anche per la concentrazione e la lentezza con cui questi movimenti vengono impressi.

Sicuramente avvolto in quel telo tenderei ad assomigliare ad un insaccato ma mi piace fantasticare sull’idea di poter provare a diventare una farfalla … un giorno. Che pensiero ridicolo, scoppio a ridere all’immagine di me di una farfalla.

Meglio ritirarmi nello spogliatoio per la doccia.

Entro… Si girano tutti nella mia direzione. Ecco il momento piu’ difficile! Io solo nello spogliatoio con tutti quei cinesi dalla faccia poco “testosteronica”, abbasso lo sguardo ma sento che mi stanno inseguendo con la fantasia fin sotto la doccia!

Che delirio, sembra la puntata: “Fantozzi va in palestra”! Aspetto la prossima lezione di FLY YOGA!

LIBRO: Arial Yoga

Attrezzatura necessaria: Amaca

La lunga estate

Ieri un’anteprima di quella che sara’ la mia estate oltre i 30 gradi.

Ho aperto gli occhi all’alba mentre provavo a girarmi sull’altro lato tirando via le lenzuola ed il coprimaterasso assieme. Ero diventato un tutt’uno con il letto ed il caldo era insopportabile.

Ho acceso l’aria condizionata fino a quando non ho visto danzare i pinguini, cosi sono riuscito a dormire fino ad un orario accettabile.

Scendo in mutande ed infradito della doccia per comprare le sigarette, incontro due cinesine in ascensore sembravano volermi saltare addosso anche se da appena sveglio non penso di essere poi cosi’ attraente, aggiungo che in Italia nessuna donna mi avrebbe degnato di uno sguardo conciato cosi in mutande in ascensore. I miracoli della Cina dove ogni uomo si sente una star solo perche’,in termini di centimetri, e’ la differenza, altrimenti come me lo spiegate il successo dei nonnini con le cinesine vestite da fata turchina?

Va beh.. finito di fare la radiografia in ascensore, mi inseguono fino al corridoio che divide il palazzo dal 7Eleven fingendo interesse verso una lattina coca light bisbigliando nascondendo lo sguardo dietro la mano che copre un sorriso ad intermittenza di una stupidita’ disarmante. In questo preciso momento, in bilico tra il risveglio e la collera, resto in meditazione con me stesso e prometto di non farmene mai una! Devono essere sicuramente infantili e ridicole anche a letto …

Risultati immagini per summer 2017

Apro la porta, l’impatto del mio corpo con quell’enorme muro di caldo mi spezza il fiato come in un’agonia in salita. Una barriera di vapore caldo prima ti schiaffeggia la pelle e poi penetra sotto forma di aria nei polmoni e scende fin giu’ incendiando tutti gli organi lungo il passaggio.

Rivolgo gli occhi al cielo interrogando il motivo di tale punizione.

Indico le sigarette, pago mi giro di scatto, le due stavano fotografando il mio posteriore, abbaio rabbioso e mi infilo nel corridoio.

Rientro a casa assieme ai miei pinguini, piacevolissima con le tende che chiudono il sole fuori ed il condizionatore unica compagnia.

Su wechat si parla di andare in piscina o a mangiare al giapponese o caffe’ da qualche parte… mi dichiaro completamente OFF decido di passare la giornata a pancia in su e leggere a caso. Ascolto musica, guardo un po’ di TV, mi aggiorno sul calcio, dormo.

Risultati immagini per summer 2017

Riprendo sembianze umane solo dopo le sei e riesco a cucinare qualcosa da mangiare, infine chiamare a mia madre, in preda al panico le dico:

“Penso che questa sara’ la mia ultima estate… in caso…”

e lei: “… anche l’anno scorso hai affermato la stessa cosa, poi sei riuscito a trovare un modo per sopravvivere..”

Non avevo memoria riguardo quell’ esperienza… eppure come poteva essere una bugia?

Cerco di ricordarmi la tecnica di resistenza messa a punto per garantirmi la sopravvivenza dello scorso anno.

Granite di Mango ad ogni ora, litri di acqua, camicia di ricambio, bagnoschiuma e deodorante sempre in borsa, riduzione minima della vita all’aperto, preferire i luoghi direttamente collegati alla metro e/o ai centri commerciali…

… piu’ o meno era andata cosi..

Mi concedo la terza sigaretta della giornata dopo la cena e termina la mia domenica rinchiusa in casa in mutande e condizionatore.

Non parlatemi di spiaggia e piscina perche’ sembra impossibile riuscire a tollerare il sole in picchiata.

La piscina in Cina?

Quella condominiale e’ pure follia!! Sarebbe la piazza estiva, luogo di piacere e rilassamento dove i cinesi si sentono liberi di esprimere se stessi in tutte le piu’ assurde sfaccettature…. sputano, scoreggiano e fanno pipi senza il minimo pudore. Poi tutti quei bambini…e’ come nuotare nella fogna all’aperto! EVITARE

Quella privata, frequentata solo da gente selezionata come in un Hotel a 5 stelle o club sembra la sfilata di riccioli, muscoli e fighe russe ammiccanti da portarti al disagio in 10 minuti.

Uno stress!

Oggi mi sento questo come questo pezzo commerciale, scusate:

“Sander W – Make You”   LINK

 

Immagine correlata

I nonni e i bimbi cinesi

Era domenica, una delle solite domeniche pigre di azioni a rallentatore e parole a caso.

Ieri.

Un caffè, un aggiornamento sul calcio, un pranzo leggero, una sigaretta solo dopo le due per esorcizzare il corpo e l’incontrollabile sabato sera, un litro d’acqua per il fegato, una passeggiata all’aria a minimizzare gli effetti dell’alcool, un momento di recupero con gli amici.

Lo Starbuck in Cina è vissuto dai cinesi come un parcheggio umano una specie prolungamento dello spazio pubblico piuttosto che un bar dove incontrarsi con gli amici, sorseggiare un caffè e poi andare a casa.

Questo non-luogo di autovetture riempie i miei pomeriggi della domenica quando semplicemente scendo in infradito della doccia, pantaloncini e segni del cuscino sulla faccia per incontrare a caso amici e dedicarmi quel ritaglio di domenica come scusa per la ricreazione.

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la mia faccia al mattino… ops! .. di domenica pomeriggio!
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T shirt I am not a morning person 

Semplicemente disinvolti i cinesi sfilano le loro idee bizzare come una maglia con elenco illustrato di posizioni sessuali, una coppia di sposi vestita uguale, uno scarafaggio gigante, un vestito scucito su di un lato, un coniglio al guinzaglio, un cane con le scarpe da tennis e tanto altro ancora.

E’ un vortice dinamico, un continuo bombardamento di immagini inaspettate, una corsa, una discesa ripida, un’emozione forte, un #tuttoesubito, come una miriade di formiche operaie indaffarate a tirare fuori dal cilindro la prossima sorpresa. Tutto questo è quello che ti assale tutt’attorno quando sei in Cina. All’inizio lo noti subito e ti senti a disagio, quasi violentato, cerchi un rifugio ma poi arrivi al punto di rottura e diventi parte inevitabile, integrante del film progressivo. Un film Quentin Tarantino, quale di preciso? Devo ancora deciderlo.

Dal parcheggio osservo ma sono io stesso un’autovettura immobile.

La scena gira, immagini si susseguono, sorseggio il caffè in modalita’ passiva e subisco il caos piu’ assoluto. In Italia tutto questo so gia’ che non sarebbe accettabile nemmeno per un secondo.

Ad un certo punto tutto questo film d’azione si ferma su una dissonanza un fotogramma singolo… un dettaglio impercettibile di tutta la coreografia.

Ieri.

Di fronte a me un cestino porta rifiuti, una donna minuta, una bimba appesa come uno zaino, una bastone di traverso sulla schiena a bilanciare il peso di cartoni e bottiglie di plastica schiacciate. La linea del suo profilo si distringueva appena tra tutta quella spazzatura addosso pendente all’unisono sui due lati del bambu’.

Attraversava la strada inseguendo l’equilibrio di tutto il sistema, superando i dissuasori piazzati alternati al centro del suo sentiero immaginario che collegava quel fotogramma piazzato di fronte a me a quello successivo.

Improvvisamente il mio cervello si sveglia, raccoglie tutta la sua lucidita’ e si mette a seguire quella donna con lo sguardo come ipnotizzato.

Il vuoto del silenzio la scena a rallentatore, riesco a sentire tutto.

Come una barca in mezzo al mare a far fronte l’onda e remare controcorrente. La bambina gioca con un filo di paglia schiacciata alla schiena curva in avanti da un’intereccio di lacci, le gambe a penzoloni che sorridono ai passanti, la spensieratezza è disarmante.

Una bottiglia di plastica ad un certo punto si separa e cade, sento il rumore rompere quel semplice equilibrio, la canna di bambu’ si inclina su di un lato e tutto il sistema si inchina lentamente a raccoglierla ricomponendosi pochi minuti dopo.

Continua il suo tracciato a raggiungere la prossima stazione. Un taxi in corsa sfiora il fagotto dondolante sul lato destro nel momento sbagliato e non si toccano. Il semaforo e’ rosso, tutti i pedoni sospesi ai bordi opposti della striscia, lei attraversa proprio per evitare di urtare quelle ombre umane distratte.

La inseguo, non sono cosi abile a scansare i motorini e le bici come lei. E’ velocissima!

Raggiuinge il 7Eleven sotto casa, la canna di bambu’ si inclina nuovamente: e’ tempo di raccogliere altri cartoni e bottiglie. La bambina scende per giocare con il gatto, la donna si guarda intorno per organizzare il materiale da raccogliere. Osservo la scena da antagonista ossessionato dai due elementi dissonanti.

Mi guardo in giro, nessuno si accorge della mia presenza. Tutto e’ regolare.

Questo mi fa impazzire.

Non capisco e non accetto la poverta’. Ecco.

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Shenzhen vista dall’Italia

L’ultimo post risale a qualche mese fa.

Un periodo di chiusura e meditazione è stato inevitabile.

Tornare in italia con la coda tra le gambe: un colpo difficile da ammortizzare. Un asconfitta, un’ingiustizia… chiamatela come vi pare.

Per un mese il mio mondo si fermava ai metri quadri della mia stanza, all’unica cartolina possibile affacciandomi dal balcone, al bianco silenzioso del soffitto, ai miei genitori titubanti e all’unica speranza per il futuro: internet.

Giorni interi a cercare e rivoltare il web dal primo all’ultimo #annuncio. Cinque diversi Curriculum in 2 lingue, sette portfoli e tanta pazienza. In totale 680 email inviate, 38 #colloquidilavoro, 1 solo in Italia… risultato finale?

Arredatore d’interni per una società cinese con sede a Hong Kong e… Shenzhen.

Immagine correlata
disegnatore di interni

Shenzhen

Torno a Shenzhen. Per la seconda volta la mia porta aperta su una nuova opportunità lavorativa.

Certo, la disperazione ha giocato un ruolo da protagonista in questa puntata. La disperazione mi ha spinto ad accettare l’unica offerta di lavoro che si è trasformata in opportunità. Mi fermo e rifletto sul tema.

Questo significa che la mia laurea, la mia qualifica professionale, la mia esperienza, la mia passione… beh tutto questo non serve più, non è richiesto!

Ragazzi devo cambiare lavoro! Devo aumentare le mie skills! Non è il sistema sbagliato, sono io che mi ostino a rimanere tale e quale a piangermi addosso e pretendere di essere riassorbito dal sistema. No, sbagliato! Il sistema è cambiato, io devo modificarmi, migliorarmi, adattarmi… Si, sono giunto a questa conclusione!

Adesso ho accettato questo lavoro ma so già che non sarà il lavoro della mia vita. Lo userò come trampolino di lancio per tornare in Asia e per auto-finanziare il mio prossimo piano di studi. Rinunciare all’architettura vi sembrerà una scelta leggera ed ovvia ma per me non lo è affatto.

Ho pianto e riflettuto a lungo. Ho meditato poi. .. Ho capito che il mercato è cambiato ed io non sono più un prodotto appetibile, vendibile. Se non sono vendibile non posso generare profitto. Sono destinato a soccombere, morire.

Certo io amo l’architettura, è la mia donna perfetta! Ma.. cavolo ci sono tante altre cose che amo fare. Ho tanti hobby, tanti interessi, tante idee. E’ vero ho superato i 30 anni, non ho una fidanzata, non ho famiglia ma sono sicuro che posso rimettermi in gioco. Voglio riemergere da queste sabbie mobili.

Il cambiamento è inevitabile.

Impegnerò le mie giornate a disegnare interni e cercare la passione per la mia seconda vita e… studiare il cinese, ovvio!

E’ come creare una START up cavolo! Personal START up. Trovo molto belle la rappresentazione sotto … racconta l’acosistema di questo nuovo HABITAT personale.

L'ecosistema delle Startup in un' #infografica -
L’ecosistema delle Startup

Certo devo ancora iniziare a definire un vero e proprio progetto per punti, forse lo chiamano Business Plan. Per il momento mi limito a organizzare la mia #partenza per il mio prossimo lungo viaggio, sul posto studierò la strategia di attacco e … tutto il resto.

Il mio silenzio ha avuto un senso, ha generato mostri e su questi mostri costruirò il mio futuro.

Intanto sto leggendo questo libro fantastico che mi sta aiutando tanto nella ricostruzione di me stesso, lo consiglio a tutti quelli che intendono intraprendere un interessante e lungo viaggio interiore.

Come diventare Buddha in cinque settimane di Giulio C. Giacobbe

 

 Lo trovate su http://amzn.to/2q242ZW

 

30 giorni di solitudine… 

 

Trenta giorni dal mio licenziamento e dall’inizio della vita da recluso in casa, la ricerca del lavoro : unico loup nella testa. Ho letto centinaia di annunci di lavoro in tre lingue differenti, inviato decine di mail e sostenuto tre colloqui di lavoro.

Un disastro!

Gli #italianiashenzhen in sparsi gruppi Wechat più o meno inutili tra loro dicono che si respira aria di crisi nel settore. Molti vantano una carriera nel settore tecnologico o nel marketing. Mi è sembrato di capire che per gli architetti stanno per finire i tempi d’oro nella “Terra di Mezzo 🇨🇳 “.

Uno dei colloqui è stato molto imbarazzante: in sintesi mi hanno offerto 800 euro per un lavoro full time. Desolate… Non voglio descrivere l intera avventura nei dettagli perché potrei condurvi ad un pianto di disperazione.

Si, esatto! È scaduto il mio visto di lavoro e domani un volo di 18 ore mi riportera in patria.

 

La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
(Giacomo Leopardi)

La solitudine dei numeri primi

 

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la solitudine dei numeri primi. http://amzn.to/2pQYQgb

 

 

Sabato sera a Shenzhen

Vorrei iniziare questo post con un titolo da copertina per riviste patinate con tutte quelle foto fighissime, spiagge incontaminate e piscine mega galattiche in modo da favorire, anche grazie a Google, il turismo a Shenzhen spacciandola per la cittá dal #divertimento sfrenato nostop.

A Shenzhen ci sono tre aree principali in cui la concentrazione di bar e locali é tale da attrarre il divertimento, la gente ed in particolar modo gli stranieri: Sea World, Futian (Coco Park) e Luohu.

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Esco diretto verso Coco Park per la regola delle proporzioni: piú locali, piú gente, piú probabilitá di incontrare qualcuno di interessante. Scendo dal taxi e noto tanta gente a ridosso delle strade principali, mi assale un brivido di speranza e di carica positiva che mi permetterá di trascorrere una serata divertente e dimenticare per un po tutti i miei pensieri ed i miei casini. Mi dirigo verso un locale organizzato all’80% con tavoli all’aperto e bancone bar centrale; la cosa positiva di questo posto é la completa assenza di musica, infatti si puó dire che vive di musica passiva proveniente dai due locali adiacenti uno sul lato destro ed uno sul lato sinistro per la precisione.

É pieno di gente sorridente ed allegra intenta a bere e chiacchierare

promettente!

Mi siedo al bancone e chiedo una birra alla spina, il barista mi sorride mi chiede se sto bene e mi porge la birra. Sorrido a me stesso e quasi mi sento piú rilassato mi guardo attorno e noto che il mio sorriso é stato intercettato da una cinese seduta dalla parte opposta e mi fissa. Indossa un abito cortissimo e super aderente a tal punto che l’utilizzo dell’immaginazione diventa inutile. Nemmeno il tempo di terminare la perlustrazione della zona che me la ritrovo seduta accanto a me.

Secondo gli #stereotipi, non dovevano essere timide e tradizionaliste le donne asiatiche? Questa mi sembra tutto l’opposto! Inizia a parlarmi usando un Inglese pessimo da sembrare un copione, una recita standard per il turista malcapitato per la prima volta in Cina. Lo capisco subito che si tratta di una Escort, il suo unico scopo e’farmi spendere quanti piú soldi possibile e poi finire la serata in un holtel. #CocoPark é pieno di Escort ed i NONNI di passaggio lo sanno benissimo, infatti non é raro vedere un uomo un po’avanzato con l’etá in compagnia di una giovanissima seminuda cinese.

Le offro da bere e scompaio. Sono sempre un italiano, sono molto educato ma non vado con le Escort sia chiaro. Dico a me stesso di dirigermi dove so giá di trovare gli insegnanti di Inglese, almeno con loro posso prepararmi ad accogliere fiumi di alcool e poi morire in qualche taxi tornando a casa.

C’é una specie di disco club al piano di sopra con tanto di dress code e fila all’ingresso. All’interno la gente si accalca a ridosso della postazione DJ dove un giallo improvvisa con della musica IMPROPONIBILE nemmeno sotto effetto di sostanze stupefacenti. Giro e rigiro il locale, bevo un drink e le uniche cose da ricordare sono: escort ovunque prevalentemente russe, gruppi di cinesi vestiti decentemente seduti sui divanetti centrali a far sfoggio del ventaglio di alcolici, ragazzini gay in preda al delirio in un angolo del locale e pochissimi stranieri per lo piú annoiati. Questo locale si chiama Pepper e se siete di mal umore non andateci, potreste decidere di morire.

pepper-club

Sono le due, sono ubriaco e stordito dalla pessima qualitá di alcol che ho bevuto ed annoiato. Faccio un altro giro e passo in rassegna tutti i locali al piano di sotto. Ormai la gente é giá ubriaca in cerca di raccimolare qualcuno da portare a casa… donne, uomini non c’é differenza.

Questo scenario, al contrario di ció che vi direbbe un bravo tour operator, si ripete puntualmente ogni fine settimana. E’molto squallido, il mio giudizio sembra venuto fuori dalla macchina del tempo, ed assomiglia a quello di mio padre che potrebbe dire mio padre in questo preciso momento.

Il fatto é che tutto questo dopo un pó annoia, mi annoia brutalmente. A shenzhen non c’é altro di interessante da fare durante il weekend o … se c’é l’alternativa io non la conosco.

Ah, la mia serata si conclude con dello street food: TOP!

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Vi confesso che personalmente amo lo #streetfood ed ho provato a copiare qualche ricetta veloce. Funziona!

Street Food 50 ricette

Street Food di [Tersilla, Rita]

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